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Recensione

Titolo: Manifesto per un Paese normale.
Autore: Elio Veltri
Casa editrice: Baldini&Castoldi - 1996
pagg.221 . 20.000

(p.a.) Non più tardi di due anni fa un saggio di Elio Veltri sui problemi del nostro Paese sarebbe quasi passato inosservato. Oggi rischia di diventare il programma politico di un nuovo partito. Veltri infatti non è più solo un ex sindaco socialista, anti-craxiano della prima ora. E' nientemeno che l'alter ego di Antonio Di Pietro, il suo portavoce ed esegeta. Inevitabilmente il suo "Manifesto per un Paese normale" assume quindi un evidente connotato politico. Che si tratti del programma del futuro partito di Di Pietro?
Staremo a vedere.
Sta di fatto che il libro affronta con chiarezza tutti i grandi temi del dibattito politico (dalle riforme istituzionali all'ambiente, dal fisco alla scuola) tentando di offrire per ognuno di essi delle soluzioni realistiche, in questo assomigliando maledettamente a un programma di partito.
Dove però Veltri si fa apprezzare in particolar modo è nella parte dedicata a Tangentopoli. Finalmente il problema viene posto sul piano politico, evitando gli eccessi sia dei garantisti che dei giustizialisti. Mentre le inchieste proseguono il loro corso il potere politico deve pensare non ai colpi di spugna ma a creare i presupposti perché un certo malcostume non si ripeta. In un Paese come la Francia può sembrare una banalità. Da noi è quasi una proposta rivoluzionaria.


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