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Recensione

Titolo: Un italiano in America.
Autore: Beppe Severgnini
Casa editrice: RIZZOLI - 1996
pagg.236 . 28.000

(p.a.) Di fronte ad un libro sull'America si sempre un po' diffidenti. Cos'altro si pu scrivere che non sappiamo gi sui mitici States? In realt, "Un italiano in America" ci dimostra che degli Stati Uniti sappiamo molto meno di quello che si crede. L'America normale, quella della vita di tutti i giorni, quella che Hollywood non ci fa mai vedere, un universo tutto da scoprire. E, fortunatamente per noi, a guidarci in questa perlustrazione c' un viaggiatore d'eccezione, Beppe Severgnini, che per un anno ha vissuto a Washington come corrispondente della Voce di Montanelli. Il suo un diario di bordo dalla sua casetta nel quartiere di Georgetown ("Queste case - piccole, scure, con le scale ripide - sono quanto di meno americano si possa immaginare. Un farmer dell'Oklahoma vi alloggerebbe, forse, le galline. I proprietari di Washington fanno lo stesso: soltanto che i polli, questa volta, vengono da oltreoceano".), condotto con quel sense of humour che aveva caratterizzato i suoi lavori precedenti, quando ci aveva fatto da guida nei misteri della Gran Bretagna e della lingua inglese.
E' difficile fare una scelta tra i tanti, gustosissimi aneddoti offertici da Severgnini, che danno il destro all'autore per riflessioni solo apparentemente banali.
Qualcuno ha scritto che l'America che emerge da questo libro un'America edulcorata, senza drammi n problemi sociali. E' vero, l'autore non si inoltrato nei ghetti di Harlem o del Bronx, n andato a parlare con i profughi cubani o con i messicani al confine.
Ma non era questo il suo scopo. Severgnini ci voleva solo descrivere l'America quotidiana, quella di tutti i giorni. Non era sua intenzione scrivere un trattato definitivo sugli Stati Uniti. La sua non che una guida alla scoperta di "un'America di rumori insoliti, sapori forti e odori inesistenti".


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